Premi Inail, per la sospensione dei versamenti necessaria la comunicazione on line


Al fine di fruire della sospensione dal versamento dei premi assicurativi Inail, i soggetti interessati devono inviare apposita comunicazione telematica all’Istituto, specificando la disposizione normativa che hanno applicato e dichiarando altresì di essere in possesso delle condizioni richieste per usufruire del beneficio. Nelle more della realizzazione dell’apposito servizio on line, per i casi urgenti, rappresentati soprattutto dalla sospensione delle rate delle rateazioni ex art. 2, co. 11, D.L. 338/1989, è necessario che i beneficiari trasmettano la comunicazione tramite Pec alla Sede competente (Inail, circolare 18 maggio 2020, n. 21).


I soggetti interessati alla sospensione dei premi Inail devono comunicare all’Istituto di aver effettuato la sospensione dei versamenti, specificando la disposizione che hanno applicato e dichiarando altresì di essere in possesso delle condizioni richieste per usufruire del beneficio, fermo restando i controlli successivi sull’effettiva sussistenza dei requisiti. A tal fine, è in corso di realizzazione un apposito servizio on line, che sarà reso disponibile sia ai titolari dei codici ditta che ai loro intermediari in possesso di delega. Nello stesso servizio, gli utenti dovranno anche comunicare se al termine di ogni periodo di sospensione previsto, gli stessi intendono effettuare i versamenti in unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo. Il servizio gestirà, infatti, tutte le sospensioni finora previste per l’emergenza epidemiologica e consentirà quindi agli utenti di effettuare:
A) le comunicazioni di sospensione dei versamenti per i mesi di aprile e maggio 2020 per riduzione del fatturato, per inizio attività di impresa, arte o professione, in data successiva al 31 marzo 2019, per gli enti non commerciali (art. 18, commi 1-5, D.L. n. 23/2020).
Alla ripresa dei versamenti, da giugno 2020, i soggetti che hanno applicato la sospensione devono indicare nel modello F24 il seguente numero di riferimento:
– per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro: “999192” per il pagamento in unica soluzione e “999193” per il pagamento rateale;
– per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro: “999194” per il pagamento in unica soluzione e “999195” per il pagamento rateale;
– per i soggetti che hanno intrapreso l’attività successivamente al 31 marzo 2019: “999196” per il pagamento in unica soluzione e “999197” per il pagamento rateale;
– per gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa: “999198” per il pagamento in unica soluzione e “999199” per il pagamento rateale;
B) le comunicazioni di sospensione degli adempimenti e dei versamenti dal 23 febbraio al 30 aprile 2020 (art. 5, co. 1, D.L. n. 9/2020) per i soggetti operanti nei Comuni ex zona rossa (Allegato 1, D.P.C.M. 1° marzo 2020).
Alla ripresa dei versamenti, da maggio 2020, i soggetti devono indicare nel modello F24 il numero di riferimento:
– “999186” per il pagamento in unica soluzione;
– “999187” per il pagamento rateale;
C) le comunicazioni di sospensione degli adempimenti e dei versamenti dal 2 marzo al 30 aprile 2020 per le imprese del turismo, dei trasporti, etc. (art. 61, co. 2, D.L. n. 18/2020).
Alla ripresa dei versamenti, da maggio 2020, i soggetti devono indicare nel modello F24 il numero di riferimento:
– “999188” per il pagamento in unica soluzione;
– “999189” per il pagamento rateale;
D) le comunicazioni di sospensione degli adempimenti e dei versamenti dal 2 marzo al 31 maggio 2020 per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive professionistiche e dilettantistiche (art. 61, co. 5, D.L. n. 18/2020).
Alla ripresa dei versamenti, da giugno 2020, i soggetti devono indicare nel modello F24 il numero di riferimento:
– “999184” per il pagamento in unica soluzione;
– “999185” per il pagamento mediante rateizzazione;
E) le comunicazioni di sospensione dei versamenti dall’8 al 31 marzo 2020, per ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro (art. 62, co. 2, lett. c), D.L. n. 18/2020).
Alla ripresa dei versamenti, da maggio 2020, i soggetti devono indicare nel modello F24 il numero di riferimento:
– “999190” per il pagamento in unica soluzione;
– “999191” per il pagamento rateale;
F) le comunicazioni di sospensione dei versamenti dal 30 aprile al 15 luglio per le imprese del settore florovivaistico (art. 78, co. 2-quinquiesdecies, D.L. n. 18/2020).
Alla ripresa dei versamenti, da luglio 2020, i soggetti che hanno applicato la sospensione devono indicare nel modello F24 il numero di riferimento:
– “999200” per il pagamento in unica soluzione;
– “999201” per il pagamento rateale.
In attesa del servizio telematico, per i casi urgenti, rappresentati soprattutto dalla sospensione delle rate delle rateazioni ex art. 2, co. 11, D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, è necessario che i beneficiari trasmettano la comunicazione tramite Pec alla Sede competente. In ogni caso, gli interessati, dovranno ripresentare la comunicazione con il servizio on line che sarà rilasciato.

Sospensione contributi artigiani e commercianti per riduzione fatturato: ammessi i soci lavoratori


La sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con scadenza legale nell’arco temporale decorrente dal 1° aprile al 31 maggio 2020, si applica non solo ai soggetti titolari di imprese la cui forma giuridica sia ditta individuale e impresa familiare, ma anche ai soci lavoratori di società, per i quali, tuttavia, la sussistenza del requisito di legge (diminuzione del fatturato o dei corrispettivi) deve riscontrarsi con riferimento all’impresa per la quale sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione previdenziale.


In merito alla sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con scadenza legale nell’arco temporale decorrente dal 1° aprile al 31 maggio 2020, per i soggetti che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nei predetti mesi rispetto a quelli corrispondenti del precedente periodo d’imposta (art. 18, L. n. 23/2020), ferma restando l’eventuale operatività disgiunta per il mese di aprile o maggio 2020, la stessa si caratterizza come intervento generalizzato ovvero potenzialmente rivolto a tutti i soggetti contribuenti con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale. Pertanto, non essendo la relativa disciplina idonea a determinare un vantaggio a favore di determinati settori, regioni o tipi di imprese, la predetta sospensione non si configura come aiuto concesso dallo Stato ovvero mediante risorse statali (art. 107, paragrafo 1, Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea).
Nella sospensione sono ricompresi i versamenti relativi ai piani di rateazione concessi dall’Inps, alle note di rettifica, nonché agli atti di recupero da accertamento amministrativo o di vigilanza le cui scadenze ricadano nel periodo di aprile e maggio 2020.
Altresì, rientrano nell’ambito di applicazione della sospensione dei termini di versamento, i soggetti che risultano titolari di imprese la cui forma giuridica sia ditta individuale e impresa familiare, con riguardo ai contributi sul minimale dovuti alle Gestioni speciali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, aventi scadenza il 18 maggio 2020.
Peraltro, come chiarito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sono ammessi al beneficio anche i soci lavoratori di società, per i quali, tuttavia, la sussistenza del requisito di legge (diminuzione del fatturato o dei corrispettivi) deve riscontrarsi con riferimento all’impresa per la quale sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione previdenziale. Così, nell’ipotesi di un iscritto che presenta una pluralità di partecipazioni societarie, il requisito va verificato soltanto per riferimento all’impresa per la quale sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione.

Inps, sospensione dei contributi fissi ed associativi anche per artigiani e commercianti


Il versamento dei contributi in misura fissa dovuti dai lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali a titolo di prima rata del 2020, in scadenza il 18 maggio 2020, al ricorrere del requisito di riduzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta, ovvero di aver intrapreso l’attività di impresa in data successiva al 31 marzo 2019, è sospeso per il mese di maggio 2020 fino alla data del 30 giugno 2020 (Inps, comunicato stampa 15 maggio 2020 e messaggio 15 maggio 2020, n. 2015)


Con riferimento alla scadenza del versamento della contribuzione in misura fissa dovuta ai lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali a titolo di prima rata del 2020 (termine del 18 maggio 2020), al ricorrere del requisito di riduzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% (50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 50 milioni) nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta, opera la sospensione dei termini per il mese di maggio 2020 fino alla data del 30 giugno 2020 (art. 18, commi 1 e 3, D.L. 8 aprile 2020, n. 23).
Altresì, sono sospesi gli obblighi contributivi nei confronti delle predette Gestioni, per i soggetti che hanno intrapreso l’attività di impresa in data successiva al 31 marzo 2019 (art. 18, co. 5, D.L. 8 aprile 2020, n. 23).
Nel caso di adesione alla sospensione contributiva, gli iscritti effettuano il versamento delle quote associative da destinare al finanziamento delle attività e dei servizi dell’Associazione alla quale aderiscono, solo alla ripresa degli obblighi contributivi.
I relativi versamenti andranno effettuati senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione, entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di giugno 2020.
In ogni caso, per tutti i lavoratori autonomi iscritti, all’avvenuto versamento in soluzione unica entro il 30 giugno 2020 dell’importo integrale dovuto all’Inps, anche il versamento della quota associativa sarà considerato effettuato nei termini di legge e, quindi, riversato alle Associazioni nei termini contrattuali vigenti.
Nel caso di richiesta di ripresa dei versamenti in 5 rate mensili di eguale importo, invece, sulla base delle istruzioni che verranno fornite in seguito dall’Inps, verrà rateizzato anche l’importo della quota associativa. In tale ipotesi, la quota associativa verrà riversata all’Associazione solo dopo la verifica dell’avvenuto pagamento tempestivo e integrale di quanto dovuto all’Istituto, nonché all’esito positivo delle verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti per il diritto alla sospensione contributiva.

Denuncia aziendale Uniemens, le modalità di compilazione in caso di sospensione dei contributi


Con il messaggio n. 1946 dell’11 maggio 2020, l’Inps fornisce indicazioni per la compilazione della Denuncia aziendale del flusso Uniemens, nell’ipotesi di sospensione degli obblighi contributivi recata dalle attuali norme emergenziali e di contestuale obbligo di versamento di contributi derivanti da norme dei CCNL applicati, anche in presenza di conguagli a credito dell’azienda a seguito di somme anticipate per conto dell’Inps.


Come noto, le aziende utilizzano le dichiarazioni contributive Uniemens per effettuare, non solo il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori per legge, ma anche il versamento di contributi derivanti da norme contrattuali dei CCNL applicati. In particolare, ogni azienda che effettua detti versamenti indica nell’elemento <CodAssociazione> dell’elemento <ContribAssistenzaContrattuale> (sezione Denuncia Aziendale), il codice riferito al CCNL applicato (allo stato, sono censiti 61 codici) e valorizza il relativo elemento <ImportoContributo>, indicando l’importo complessivo dei contributi contrattuali da versare nel mese. Sulla base delle predette informazioni, l’Inps, una volta accertato l’avvenuto versamento, provvede al trasferimento delle somme in questione ai destinatari individuati dai vari CCNL.
Tanto premesso, la sospensione dei versamenti contributivi riguarda esclusivamente la contribuzione previdenziale ed assistenziale e non anche i contributi contrattuali. Al riguardo, gli importi sospesi vanno esposti nella <DenunciaAziendale>, nella sezione <AltrePartiteACredito>, specificando il corretto codice di sospensione nell’elemento <CausaleACredito> ed il relativo importo sospeso nell’elemento <SommeACredito>.
Il relativo modello F24, pertanto, riporta l’eventuale importo dei contributi obbligatori non sospesi e quello dei contributi contrattuali.
A titolo di esempio:
– contributi dovuti: euro 10.000,00 (<TotaleADebito>)
– contributi sospesi: euro 10.000,00 (<SommeACredito> con riferimento ai codici di sospensione)
– contributi contrattuali: euro 100,00 (<ImportoContributo> con riferimento ai codici dei contributi contrattuali)
– versamento a mezzo F24: euro 100,00.
Nell’ipotesi, invece, di azienda con obblighi contributivi sospesi, conguaglio di somme anticipate per conto dell’Inps (ad esempio, per trattamento di integrazione salariale ordinaria) e versamento dei contributi contrattuali, ai fini della compilazione della dichiarazione Uniemens: nell’elemento contribuzione sospesa l’azienda riporta esclusivamente un importo pari al massimo a quello dei contributi dovuti, nelle somme a credito l’importo dei conguagli effettuati, nell’elemento <ContribAssistenzaContrattuale> il codice di assistenza contrattuale riferito al CCNL applicato e l’importo dei versamenti del mese. Laddove l’importo dei conguagli effettuati sia superiore a quello dei contributi contrattuali, non risultano obblighi di versamento.
A titolo di esempio:
– contributi dovuti: euro 10.000,00
– contributi sospesi: euro 10.000,00
– conguaglio per anticipazioni datore di lavoro c/o INPS: euro 2.000,00
– contributi contrattuali: euro 100,00
– versamento a mezzo F24: non è necessario alcun versamento, in quanto la denuncia si chiude con un credito a favore dell’azienda, pari ad euro 1.900,00 (somme a conguaglio meno contributi contrattuali).
Infine, nell’ipotesi di azienda con obblighi contributivi sospesi e versamento di contributi contrattuali alla ripresa degli obblighi contributivi, per la compilazione del flusso Uniemens dei mesi oggetto di sospensione contributiva, nell’elemento <ContribAssistenzaContrattuale>, va indicato il codice di assistenza contrattuale riferito al CCNL applicato senza valorizzare alcun importo nel relativo campo; nell’elemento contribuzione sospesa, invece, si riporta esclusivamente un importo pari al massimo a quello dei contributi obbligatori (per legge) dovuti. Nell’Uniemens del mese per cui si riprendono gli obblighi contributivi, l’azienda riporterà nell’elemento <ImportoContributo> dell’elemento <ContribAssistenzaContrattuale> (sezione Denuncia Aziendale), l’importo complessivo dei contributi contrattuali riferiti al mese corrente e ai mesi pregressi.

Indennità di malattia e integrazione salariale, confermati i criteri di prevalenza


Con messaggio n. 1822 del 30 aprile 2020, l’Inps fornisce chiarimenti in merito al rapporto intercorrente tra indennità di malattia e i diversi trattamenti di integrazione salariale: CIG, assegno ordinario FIS e CIG in deroga. Le indicazioni sono da ritenersi valide anche con riguardo alle domande di prestazioni intervenute nel corso dell’emergenza epidemiologica per COVID-19.


In via generale, secondo la previsione di cui all’art. 3, co. 7, del D.Lgs. n. 148/2015, il trattamento di integrazione salariale sostituisce, in caso di malattia, l’indennità giornaliera Inps, nonché l’eventuale integrazione contrattualmente prevista. Nel dettaglio, tuttavia, la prassi amministrativa (Inps, circolare n. 197/2015 e circolare n. 130/2017) regola diversamente le fattispecie che in concreto possono verificarsi.
Così, laddove lo stato di malattia insorga durante la sospensione dal lavoro (a zero ore), il lavoratore continua ad usufruire delle integrazioni salariali (cassa integrazione o assegno ordinario). L’attività lavorativa, infatti, è totalmente sospesa e non sussiste obbligo di prestazione da parte del lavoratore, il quale, pertanto, non è tenuto nemmeno a comunicare lo stato di malattia, continuando a percepire le integrazioni salariali.
Qualora, invece, lo stato di malattia sia precedente l’inizio della sospensione dell’attività lavorativa, occorre distinguere due ipotesi:
– se la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene ha sospeso l’attività, anche il lavoratore in malattia entra in CIG o beneficia dell’assegno ordinario, dalla data di inizio della sospensione;
– se non viene sospesa dal lavoro la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene, il lavoratore in malattia continua a beneficiare dell’indennità di malattia, evidentemente laddove prevista dalla vigente legislazione.
Infine, laddove l’intervento di cassa integrazione è relativo ad una contrazione dell’attività lavorativa, quindi riguarda dipendenti lavoranti ad orario ridotto, prevale l’indennità economica di malattia; quanto all’assegno ordinario, in caso di riduzione di orario, esso è non dovuto per le giornate di malattia, indipendentemente dall’indennizzabilità di queste ultime.
Le suddette regole per la cassa integrazione salariale ordinaria si applicano, in via analogica, alla CIG in deroga.
Tanto premesso, non essendo intervenute modifiche alla disciplina in materia, la stessa continua ad applicarsi anche con riguardo alle domande di prestazioni di integrazione salariale (CIG, FIS, CIGD) intervenute nel corso dell’emergenza epidemiologica per COVID-19.