La definizione di offerta di lavoro congrua per i percettori di Rdc


Con circolare n. 3 del 15 novembre 2019, l’Anpal fornisce le prime istruzioni operative per l’attuazione da parte dei Centri per l’impiego delle disposizioni inerenti gli obblighi cui sono tenuti i beneficiari di Reddito di cittadinanza.


Come noto, è disposta la decadenza dalla fruizione del Reddito di Cittadinanza nel caso in cui il beneficiario, tenuto alla stipula del Patto per il lavoro, non accetti almeno una di tre offerte di lavoro congrue segnalate dal Servizio per l’impiego ovvero, in caso di rinnovo del RdC, non accetti la prima offerta congrua utile (art. 4, co. 8, lett. b), n. 5), D.L. n. 4/2019). Al riguardo, il posto di lavoro offerto non è nelle disponibilità del Centro per l’impiego e la valutazione ultima circa l’assunzione è in capo al datore di lavoro; pertanto, per offerta di lavoro è da intendersi l’offerta di una candidatura per una posizione vacante segnalata da un datore di lavoro o un intermediario autorizzato. Il rifiuto di una offerta di lavoro va cioè inteso come rifiuto a candidarsi ad una posizione di lavoro vacante. Nell’ipotesi in cui invece il posto di lavoro offerto sia nella disponibilità del Centro per l’impiego ovvero, laddove previsto da provvedimenti regionali, di altro soggetto accreditato (art. 12, D.Lgs. n. 150/2015), il rifiuto di sottoscrivere un contratto di lavoro congruo da parte del beneficiario di RdC costituisce causa di decadenza del beneficio. La predetta offerta deve contenere le seguenti informazioni minime (art. 5, co. 2, D.M. 42/2018):
– qualifica da ricoprire e mansioni;
– requisiti richiesti;
– luogo e orario di lavoro;
– tipologia contrattuale;
– durata del rapporto di lavoro;
– retribuzione prevista o riferimenti al contratto collettivo nazionale applicato;
– termine perentorio entro il quale il beneficiario deve accettare o meno l’offerta.
Ai fini della validità, essa può essere effettuata presso gli uffici del Centro per l’impiego, in presenza del beneficiario, ovvero mediante comunicazione scritta, da veicolarsi anche con mezzi informali, quali messaggistica telefonica o posta elettronica. L’offerta di lavoro, contenente le suddette informazioni, è congrua se rispetta i seguenti principi (art. 4, D.L. n. 4/2019):
1) coerenza con le esperienze e le competenze maturate;
2) distanza dalla residenza e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
3) durata della disoccupazione.
Altresì, la retribuzione prevista deve essere superiore di almeno il 10% del beneficio Rdc massimo fruibile da un solo individuo, inclusivo della componente ad integrazione del reddito dei nuclei residenti in abitazione in locazione (art. 25, D.Lgs. n. 150/2015). Conseguentemente, la retribuzione annua connessa con il posto di lavoro offerto deve essere pari ad almeno 10.296,00 euro annui, ossia pari alla somma di 9.360,00 euro, incrementata del 10%; in caso di durata inferiore all’anno, la retribuzione minima va corrispettivamente riproporzionata alla durata (quindi, ad esempio, è congrua una offerta relativa ad una posizione lavorativa di tre mesi, che preveda una retribuzione complessiva pari o superiore a 2.574,00 euro). La retribuzione va considerata al netto dei contributi a carico del lavoratore.
Ancora, l’offerta di lavoro è congrua quando si riferisce a un rapporto di lavoro a tempo indeterminato oppure determinato o di somministrazione di durata non inferiore a tre mesi, con orario a tempo pieno o con orario non inferiore all’80% di quello dell’ultimo contratto di lavoro (art. 5, co. 1, lettere a) e b), D.M. n. 42/2018).
La mancata accettazione di un’offerta di lavoro così definita, si intende giustificata se dovuta ad uno dei seguenti motivi:
a) documentato stato di malattia o di infortunio;
b) servizio civile e richiamo alle armi;
c) stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge;
d) gravi motivi familiari documentati o certificati;
e) casi di limitazione legale della mobilità personale;
f) ogni comprovato impedimento oggettivo o causa di forza maggiore, documentati o certificati, cioè ogni fatto o circostanza che impedisca al soggetto di accettare l’offerta di lavoro congrua.
Tali ipotesi di giustificato motivo, salvo casi eccezionali, devono essere comunicate e documentate entro due giorni lavorativi dalla proposta, pena l’applicazione delle sanzioni previste. Il Centro per l’impiego è tenuto a valutare i documenti prodotti e il rispetto della relativa tempistica.
Con riferimento ai beneficiari del RdC che siano anche percettori di NASpI, le due prestazioni seguono regole in parte diverse, nel senso che l’offerta di lavoro ritenuta congrua ai fini del RdC potrebbe infatti non essere tale ai fini della NASpI, in funzione di due aspetti:
a) distanza del luogo di lavoro, posto che ai fini della NASpI valgono regole meno restrittive per il percettore: distanza a non più di 50 km dal domicilio e tempo di percorrenza non superiore a 80 minuti, fino a 12 mesi di disoccupazione; distanza non superiore ad 80 km dal domicilio e tempo di percorrenza non superiore a 100 minuti per coloro che hanno superato i 12 mesi di disoccupazione (in entrambi i casi, qualora non siano disponibili mezzi pubblici, le distanze vanno ridotte del 30%);
b) aspetto della retribuzione, che per i lavoratori in NASpI deve essere superiore di almeno il 20% rispetto alla indennità percepita nell’ultimo mese precedente; peraltro, la prestazione di NASpI è ridotta del 3% ogni mese, a decorrere dal quarto mese di fruizione e pertanto può accadere che tale limite possa essere inferiore a quello previsto per il RdC.