IRAP Professionisti: ipotesi per l’autonoma organizzazione


Non è soggetto a IRAP il contribuente che impieghi beni strumentali non eccedenti il “minimo indispensabile” all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive (Corte di Cassazione – Ordinanza 30 gennaio 2020, n. 2219).

La caso di specie, la Suprema Corte accoglie il ricorso del  contribuente, esercente la professione di avvocato, avverso la decisione della CTR, sull’istanza di rimborso dell’IRAP.
Nello specifico, la CTR ha ritenuto rilevante, ai fini della sussistenza del presupposto impositivo, la circostanza che il professionista si fosse avvalso delle prestazioni di un collaboratore, peraltro part-time, senza tuttavia prendere in considerazione le specifiche deduzioni del contribuente in merito all’attività svolta dai collaboratori che si erano succeduti negli anni in contestazione ed omettendo così di effettuare un esame del concreto apporto fornito dagli stessi allo svolgimento dell’attività professionale, verificando in particolare se essi espletassero o meno mansioni esecutive; nel contempo, nella sentenza impugnata risulta valorizzata la circostanza di avere il contribuente demandato a terzi lo svolgimento di prestazioni riferibili all’attività professionale, senza alcuna precisazione in merito all’effettivo apporto fornito al professionista.