Da gennaio 2020, Uniemens obbligatorio in caso di aspettativa sindacale e per cariche pubbliche elettive


A decorrere dal periodo di competenza gennaio 2020, pur in assenza di contribuzione, è sussistente per il datore di lavoro l’obbligo di presentazione della denuncia mensile Uniemens, in caso di fruizione da parte del lavoratore di aspettativa o distacco sindacale ovvero aspettativa per cariche pubbliche elettive. la comunicazione con flusso UniEmens diventerà canale esclusivo, in sostituzione delle attestazioni cartacee finora in uso, per comprovare l’esistenza ed il protrarsi dell’aspettativa o del distacco, nonché per attestare le retribuzioni da assumere a base per l’accredito figurativo in caso di aspettativa (Inps, messaggio 31 ottobre 2019, n. 3971).


Nel caso in cui il rapporto di lavoro risulti sospeso per aspettativa o distacco sindacale del lavoratore, ovvero per aspettativa per cariche pubbliche elettive, a decorrere dal periodo di competenza gennaio 2020, pur in assenza di contribuzione, è sussistente per il datore di lavoro l’obbligo di presentazione della denuncia mensile Uniemens, contenente l’indicazione degli elementi utili agli accrediti figurativi connessi alla funzione sindacale o pubblica/elettiva esercitata. I dati dichiarati nel flusso sostituiscono le attestazioni cartacee prodotte all’Ente previdenziale ai fini delle istruttorie dei connessi accrediti figurativi e delle verifiche di legittimità sul versamento della contribuzione aggiuntiva per i sindacalisti (art. 3, commi 5 e 6, D.Lgs. 16 settembre 1996, n. 564), ove richiesto dal sindacato. L’assenza di flussi Uniemens nel periodo di aspettativa o distacco rende impossibile il relativo accredito figurativo a favore del lavoratore e qualifica nel contempo illegittima l’eventuale contribuzione aggiuntiva versata dal sindacato. Per i lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali, collocati in aspettativa (art. 31, L. 20 maggio 1970, n. 300), le retribuzioni da riconoscere ai fini del calcolo della pensione sono commisurate alla retribuzione della categoria e qualifica professionale posseduta dall’interessato al momento del collocamento in aspettativa e di volta in volta adeguate in relazione alla dinamica salariale e di carriera della stessa categoria e qualifica. Per i lavoratori collocati in aspettativa da partiti politici o da organizzazioni sindacali, che non abbiano regolato mediante specifiche normative interne o contrattuali il trattamento economico del personale, si prendono in considerazione ai fini predetti le retribuzioni fissate dai contratti nazionali collettivi di lavoro per gli impiegati delle imprese metalmeccaniche (art. 8, co. 8, L. 23 aprile 1981, n. 155). Detto valore, ascrivibile alla retribuzione virtuale e nella sostanza identico al valore annuo che si ottiene moltiplicando la <RetribTeorica> per il <NumMensilita>, rappresenta il dovuto contrattuale (CCNL, integrativo, individuale) con esclusione di quanto connesso alla presenza. Il dovuto ha natura dinamica e deve tener conto non solo dell’assetto retributivo esistente all’atto del collocamento in aspettativa, ma anche degli incrementi che dovessero determinarsi nel tempo dell’aspettativa a seguito di rinnovi contrattuali, reinquadramenti, scatti di categoria o simili. Il riferimento non è solo agli aumenti fisiologici dei valori retributivi per la categoria e/o la qualifica, ma anche ad eventuali nuove voci contrattualmente introdotte da rinnovi o da disposizioni normative sopravvenute.