CNDCEC, le FAQ delle Entrate sulle violazioni fiscali


Forniti ulteriori chiarimenti sulla sanatoria delle irregolarità formali e la definizione delle controversie tributarie e dei PVC (Agenzia delle Entrate – FAQ 07 maggio 2019).

Nello specico, il Fisco ha precisato quanto segue:
– un ricorso davanti alla CTP di socio persona fisica di srl, avverso avviso d’accertamento (ricevuto come socio di srl a ristretta base proprietaria), che ha ottenuto dalla stessa Commissione la sospensione del processo fino al passaggio in giudicato dei giudizi incardinati dalla società partecipata, può definire la controversia pendente sospesa con il pagamento del 90% del relativo valore;
– si applica il 90% del valore della controversia anche nei casi in cui, al 24 ottobre 2018, pendano i termini per la riassunzione a seguito di sentenza di cassazione con rinvio ovvero penda il giudizio di rinvio a seguito di avvenuta riassunzione;
– in caso di pendenza di liti distinte aventi ad oggetto lo stesso atto, instaurate separatamente da ciascuno degli interessati, la definizione perfezionata da uno di essi estende i suoi effetti anche sulle altre controversie. In ogni caso, ciascun coniuge, in quanto parte di un giudizio autonomo, può presentare istanza di definizione;
– nel caso in cui il socio di un soggetto in regime di trasparenza fiscale (società di persone, associazione professionale, società di capitali in regime opzionale) intenda definire la lite pendente sull’avviso di accertamento ai fini IRPEF relativo al suo reddito di partecipazione e il soggetto trasparente abbia a sua volta impugnato l’avviso di accertamento ad esso notificato, le controversie instaurate dai diversi soci di società di persone in materia di imposte sui redditi da partecipazione, ai soli fini della definizione agevolata, sono da considerarsi come liti autonome, pertanto, il socio potrà proporre unicamente l’istanza di definizione agevolata della lite relativa al reddito di partecipazione;
– a seguito della presentazione della domanda di definizione e nelle more del controllo della definibilità della lite, della tempestività della domanda e della congruità del pagamento, l’Ufficio, senza necessità di specifica istanza, dispone la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato, avverso il quale pende la lite che il contribuente intende definire, comunicando all’agente della riscossione la sospensione della riscossione relativamente alle iscrizioni a ruolo già effettuate e ai carichi già affidati e non procedendo ad ulteriori affidamenti o iscrizioni a ruolo;
– nella compilazione del modello DCT relativo alla definizione agevolata, in caso di giudizio pendente in appello alla data del 24 ottobre 2018, occorre inserire l’indicazione la CTR presso la quale pende l’appello e il relativo numero di RGA;
– la definibilità in via agevolata della controversia avente ad oggetto la cartella di pagamento emessa a seguito dell’omesso versamento va esclusa anche nel caso in cui il contribuente abbia eccepito la decadenza dei termini per la notifica dell’atto;
– nel caso di violazione relativa all’omessa regolarizzazione della fattura irregolare, è possibile definire la sanzione irrogata al cessionario per la quale sia pendente la lite in primo grado al 24 ottobre 2018 (e si sia ancora in attesa di fissazione udienza), pagando 200 euro. Il cessionario è tenuto a presentare autofattura per poi esercitare il diritto alla detrazione, sempre se nei termini previsti di legge;
– gli effetti della definizione agevolata delle violazioni formali, qualora validamene perfezionata, prevalgono su quelli del provvedimento di irrogazione delle sanzioni confermato con sentenza della Commissione tributaria regionale non passata in giudicato. Non occorre proporre ricorso per cassazione, ma è sufficiente che il contribuente faccia presente all’Ufficio parte in giudizio di avere definito le violazioni in contestazione affinché lo stesso proceda allo sgravio delle iscrizioni a ruolo eseguite a titolo provvisorio, ovviamente dopo avere verificato la validità della definizione agevolata;
– in caso di p.v.c. che abbia contestato la deduzione nell’anno 2013 di un costo, in realtà, di competenza dell’anno 2012, il contribuente (fermo restando, ai fini della definizione agevolata, la presentazione dell’integrativa a sfavore per l’anno 2013 e il versamento delle maggiori imposte dovute entro il 31 maggio 2019), per evitare la “doppia imposizione”, essendo spirati i termini per presentare l’integrativa a favore per l’anno 2012, ha titolo per presentare istanza di rimborso, nel termine di due anni dal perfezionamento della definizione agevolata.