Licenziamento per giusta causa, presupposti

È legittimo il licenziamento per giusta causa laddove i fatti addebitati al lavoratore, benchè estranei all’ambiente di lavoro, siano talmente gravi da ledere il rapporto fiduciario con il datore di lavoro.

Nella fattispecie, i comportamenti contestati, pur essendo estranei alla prestazione di lavoro, erano talmente gravi da ledere il rapporto fiduciario, posto che il dipendente era stato condannato per il reato di spaccio di cocaina.

In particolare, tra gli elementi che connotano più gravemente il fatto addebitato vi è anche la circostanza che la prestazione di lavoro si svolgeva in una Casa di Cura per degenti che opera come residenza per anziani non autosufficienti. Il sapere che un dipendente addetto a mansioni che si svolgono in un ambiente così particolare e delicato (riguardino a meno l’assistenza diretta agli anziani) è stato condannato per spaccio di cocaina non può che rompere il vincolo fiduciario con il datore di lavoro.
Gli ermellini ritengono, dunque, infondate le difese del lavoratore secondo le quali il CCNL di settore aveva preso in considerazione solo lo spaccio di sostanze stupefacenti all’interno della struttura e, quindi, escluso la rilevanza di comportamenti tenuti al di fuori di questa.
Secondo i giudici, infatti, l’elencazione delle condotte legittimanti l’irrogazione della sanzione del licenziamento per giusta causa (ai sensi della disciplina contrattuale) ha valore puramente indicativo e certamente non tassativo laddove il fondamento del recesso possa essere individuato nella nozione legale di giusta causa e cioè in un comportamento di gravità tale da comportare la lesione del vincolo fiduciario tra le parti.

In conclusione, il fatto addebitato al lavoratore benché commesso al di fuori dell’ambiente di lavoro è, in ogni caso, elemento idoneo ad incrinare il rapporto fiduciario, visto che, l’azienda intimata avrebbe dovuto continuare ad attribuire compiti del genere, implicanti cioè rapporti stretti con anziani non autosufficienti, a soggetto condannato per spaccio di cocaina.

Dal 2 settembre, DURC via PEC

4 set 2013 Dal 2 settembre 2013, nel modulo telematico di richiesta del Durc, deve essere indicato l’indirizzo PEC della Stazione appaltante/Amministrazione procedente, delle SOA e delle imprese.

Nello specifico, tale nuovo sistema informativo presuppone l’obbligatorietà, all’atto dell’inserimento della domanda attraverso l’apposito servizio on-line, della valorizzazione del campo relativo all’indirizzo PEC al quale il Documento, sulla base dell’indicazione effettuata dal richiedente, verrà trasmesso.

I Durc richiesti dalla stessa data saranno recapitati esclusivamente tramite PEC agli indirizzi indicati dagli utenti nella richiesta stessa. Le modalità di compilazione sono descritte nei “manuali per la compilazione di una richiesta di DURC da ricevere tramite PEC” che saranno pubblicati nel predetto sito dello “Sportello unico previdenziale”.

Per i Durc richiesti dalle Stazioni appaltanti e dalle Amministrazioni procedenti, il certificato sarà recapitato anche all’impresa, nel caso in cui nel modulo telematico di richiesta sia stata indicata la PEC dell’azienda.

DIRIGENTI AZIENDE TERZIARIO: VERBALE DI ACCORDO 31/7/2013

03 sett 2013 Sottoscritto, il giorno 31/7/2013, tra CONFCOMMERCIO Imprese per l’Italia e MANAGERITALIA il verbale di accordo per la proroga della vigenza dell’attuale Contratto per i dirigenti del terziario, della distribuzione e dei servizi in scadenza il 31/12/2013, sino al 31/12/2014. Il rinvio prevede un adeguamento degli istituti del welfare contrattuale.

Scadenza CCNL
Le Parti, al fine di consentire la definizione di un quadro di riferimento contrattuale, finalizzato a meglio affrontare la situazione di crisi che ancora colpisce il settore del Terziario di mercato nel suo complesso e, contemporaneamente, garantire la vigenza delle agibilità e delle tutele previste dal CCNL in favore di imprese e Dirigenti, in vista della prossima scadenza, il 31/12/2013, del CCNL dirigenti terziario, distribuzione e servizi del 27/9/2011, concordano di prorogarne la vigenza fino al 31/12/2014.

Previdenza complementare
Nel periodo di proroga (1/1/2014 – 31/12/2014) le Parti, al fine di garantire la sostenibilità della previdenza complementare contrattuale prevista nel fondo Mario Negri, concordano che per l’anno 2014 il contributo integrativo a carico del datore di lavoro, di cui all’art. 25, comma 6, del vigente CCNL dirigenti sarà pari all’1,95%.

Assistenza sanitaria integrativa
Per quanto riguarda il Fondo di assistenza sanitaria “Mario Besusso” integrativo del Servizio Sanitario Nazionale, a decorrere dall’1/1/2014 il contributo a carico del’azienda a favore della gestione dei dirigenti pensionati, passerà dal 2,41% al 2,46%, in ragione d’anno, mentre la contribuzione a carico dei dirigenti pensionati è fissata in euro 2.008,10 annui.

Progetto a sostegno dell’occupazione
Le Parti confermano per l’anno 2014, il finanziamento delle iniziative a sostegno dell’occupazione manageriale affidate al CFMT – iniziative volte alla ricollocazione dei dirigenti disoccupati – senza prevedere contributi aggiuntivi a carico delle imprese e dei dirigenti. A tal fine il CFMT potrà attingere al Fondo ordinario di dotazione per un importo non superiore ad € 1 milione.
Le parti concordano che il monitoraggio sul progetto, affidato alla Commissione sindacale, prevede:
– una verifica entro novembre 2013 sullo stato di avanzamento del progetto e gli eventuali correttivi da adottare, nonché sull’esame della proposta, da parte di CFMT, di un budget per le azioni da espletare nel 2014;
– una verifica intermedia entro maggio 2014;
– una verifica degli esiti della suddetta sperimentazione entro il 30 ottobre 2014.

RINNOVATO IL CONTRATTO PER LE COOPERATIVE E I CONSORZI AGRICOLI

03 sett 2013 Firmato il 6/8/2013, tra AGCI-AGRITAL, FEDAGRI-CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP-AGROALIMENTARE e FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL l’accordo per il rinnovo del CCNL per i dipendenti di cooperative e consorzi agricoli scaduto il 31/12/2012. Il verbale decorre dall’1/1/2013 e scade il 31/12/2015, i minimi retributivi hanno rispettivamente decorrenza dall’1/7/2013, 1/1/2014 e 1/7/2015

Di seguito è riportata la tabella contenente gli aumenti dei minimi contrattuali conglobati mensili.

LivelliDal 1/7/2013Dal 1/1/2014Dal 1/7/2015Totale aumenti
41,0041,0035,53117,53
36,8636,8631,95105,67
33,9333,9329,4097,26
31,5531,5527,3490,44
30,0030,0026,0086,00
29,1329,1325,2583,51
27,0327,0323,4277,48

Alle date sotto indicate, verranno corrisposti i seguenti minimi retributivi nazionali conglobati mensili:

LivelliDal 1/7/2013Dal 1/1/2014Dal 1/7/2015
1.799,101.840,101.875,63
1.617,391.654,251.686,20
1.488,751.522,681.552,08
1.384,271.415,821.443,16
1.316,381.346,381.372,38
1.278,251.307,381.332,63
1.185,951.212,981.236,40

Apprendistato Professionalizzante
Possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante i lavoratori destinati a svolgere le mansioni proprie dei livelli dal 1° al 6°.
Il periodo di prova è pari a quello previsto dal CCNL per la categoria di destinazione al cui conseguimento è finalizzato il contratto.

Durata
La durata massima del periodo di apprendistato è così determinata:
– 24 mesi per i lavoratori che devono svolgere le mansioni del 6° livello
– 36 mesi per gli altri livelli

Inquadramento e trattamento economico
L’inquadramento e il relativo trattamento economico è così determinato:

– nel primo periodo di apprendistato professionalizzante (pari a 12 mesi): due livelli sotto quello di destinazione finale;
– nel secondo periodo (pari a 12 mesi): un livello sotto quello di destinazione finale;
– nel terzo ed ultimo periodo (pari a 12 mesi): inquadramento al livello di destinazione finale.
Gli apprendisti con destinazione finale al 6° livello saranno inquadrati al livello di destinazione finale con decorrenza dalla fine del primo periodo di apprendistato.
Per gli apprendisti con qualifica di impiegato non si terrà conto del 5° livello riferito soltanto a qualifiche operaie. Pertanto, la progressione dei livelli sarà ad esempio la seguente: 7°-6°-4°, 6°-4°-3°.
A tutti gli apprendisti operai, in quanto lavoratori a tempo indeterminato si applicano le norme del CCNL relative a tale categoria pertanto agli stessi gli istituti contrattuali saranno corrisposti alle normali scadenze e non attraverso il terzo elemento. Analogamente agli apprendisti impiegati sarà garantito lo stesso trattamento previsto per gli altri impiegati a tempo indeterminato.

Formazione
La formazione si realizza tramite la partecipazione a percorsi formativi sia interni che esterni all’azienda.
Le parti si danno atto che la definizione dell’offerta formativa pubblica, interna o esterna alla azienda, finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a 120 ore per la durata del triennio è disciplinata dalle Regioni sentite le parti sociali e tenuto conto dell’età, del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista. Per i territori dove questo non è si realizza sarà comunque possibile assumere apprendisti essendo la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere svolta sotto la responsabilità della cooperativa.
La formazione interna non sarà inferiore a 80 ore medie annue (ivi compresa la formazione teorica iniziale relativa al rischio specifico prevista dall’accordo Stato – Regioni del 21/12/2011).
La formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche sarà coerente con la qualifica professionale ai fini contrattuali da conseguire.

Previdenza complementare
Le contribuzioni dovute al Fondo Pensione Nazionale denominato “FILCOOP”, da parte del lavoratore aderente e del datore di lavoro dal quale dipende, sono costituite da:
con decorrenza dall’1/1/2014, l’1,5% a carico del datore di lavoro commisurato alla retribuzione utile per il calcolo del TFR nel periodo di riferimento;
– l’1% a carico del lavoratore commisurato alla retribuzione utile per il calcolo del TFR nel periodo di riferimento;
– una quota di TFR pari al 2% della retribuzione utile per il calcolo del TFR nel periodo di riferimento per i lavoratori qualificabili come già occupati alla data del 28/4/1993;
– il 100% del TFR maturato nel periodo di riferimento per i lavoratori qualificabili come di prima occupazione successiva al 28/4/1993.
Tale contribuzione avrà decorrenza dalla data di effettivo esercizio dell’attività del Fondo.
Per gli impiegati l’obbligo del versamento del TFR si intende assolto col versamento presso l’ENPAIA, ai sensi della legislazione vigente.

Fondo integrativo sanitario degli Operai
Il nuovo verbale di accordo ha lasciato invariata la normativa del CCNL 3/8/2010 per quanto riguarda il Fondo sanitario degli impiegati agricoli, mentre ha stabilito quanto segue per gli Operai:
Al FILCOOP Sanitario sono iscritti, salvo rinuncia, tutti gli operai a tempo indeterminato e la contribuzione è determinata nella misura di Euro 52,00 annua di cui il 50% a carico dell’azienda e il restante 50% a carico del lavoratore.
A decorrere dall’1/1/2011 saranno iscritti al Filcoop sanitario, salvo rinuncia, anche gli operai a tempo determinato compresi nelle convenzioni di cui all’art. 6 del CCNL con una garanzia occupazionale di almeno 151 giornate annue.

Dall’1/1/2014 saranno iscritti, alle condizioni sopra indicate, anche gli operai a tempo determinato:
– ricompresi in accordi di riassunzione o relativi all’organico aziendale con una garanzia occupazionale, comunque denominati, di almeno 151 giornate annue;
– con tre anni consecutivi di anzianità aziendale a condizione che nell’anno d’iscrizione abbiano un contratto di lavoro per almeno 151 giornate. (Ai fini dell’anzianità si considerano i tre anni civili precedenti a quello di iscrizione al fondo).
La contribuzione per tali lavoratori sarà complessivamente di Euro 36,00 annui di cui il 50% a carico dell’azienda e il restante 50% a carico del lavoratore.

Flessibilità
Allo scopo di far fronte a particolari esigenze produttive e/o di mercato, è istituito un monte-ore di eccedenza dell’orario contrattuale pari ad un massimo di 80 ore per anno civile, da utilizzare per prestazioni lavorative settimanali con orari superiori a quello contrattuale ed in ogni caso nei limiti di legge, a cui devono corrispondere prestazioni lavorative settimanali con orari corrispettivamente ridotti.

Permessi straordinari
Ai sensi di quanto stabilito dall’art. 4 della Legge 53/2000, si precisa che spetta al lavoratore in costanza di rapporto sia a tempo determinato che indeterminato il permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di grave e documentata infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente. In quest’ultimo caso la convivenza deve risultare da certificazione anagrafica.
A decorrere dall’1/1/2014, ad integrazione del citato art. 4 e qualora si tratti del secondo evento luttuoso nell’anno, spetta al lavoratore un giorno di permesso retribuito in caso di decesso del coniuge, di un parente entro il 2° grado o del convivente (a condizione che la convivenza risulti da certificazione anagrafica).
Il lavoratore, sia a tempo determinato che indeterminato, ha inoltre diritto a un giorno di permesso retribuito in caso di decesso di affine di primo grado.
Fermo restando l’applicazione di tutte le norme di cui all’art. 47 del D.Lgs. 151/2001, il congedo non retribuito per malattia del figlio di cui al comma 2 del citato articolo è elevato da 5 a 8 giorni lavorativi all’anno.
In occasione della nascita, dell’adozione internazionale o dell’affidamento preadottivo di un minore è riconosciuto al padre un giorno di permesso retribuito.

La conversione in legge del “Decreto Lavoro”: novità e precisazioni (2)

Ancora chiarimenti e precisazioni in merito alle novità di lavoro

In materia di colloborazioni a progetto, il Legislatore introduce alcune modifiche alla disciplina legale, volte per lo più a sciogliere nodi interpretativi sorti successivamente alla Riforma del 2012. Nello specifico, il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi “e” ripetitivi. L’istituto, cioè, è incompatibile con attività che si risolvano nella mera attuazione di quanto impartito dal committente (compiti meramente “esecutivi”) e che risultano anche elementari, cioè tali da non richiedere specifiche indicazioni di carattere operativo (compiti meramente “ripetitivi”). Inoltre, la forma scritta del contratto è ora richiesta ad substantiam e non più ad probationem.

Quanto al lavoro accessorio, il Legislatore prevede ora una particolare disciplina di tale tipologia contrattuale nell’ambito di progetti promossi dalla P.A., al fine di poter impiegare più efficacemente “specifiche categorie di soggetti correlate allo stato di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali”.

Importanti chiarimenti vengono forniti anche in relazione alla procedura di conciliazione in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La procedura non trova applicazione in caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto e per le medesime ipotesi in cui non è dovuto il cd. contributo di licenziamento, ovvero:
 a) licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole sociali che garantiscano la continuità occupazionale prevista dai contratti collettivi nazionali;
b) interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore delle costruzioni edili per completamento delle diverse fasi lavorative e chiusura del cantiere.

Ancora, è introdotta un’importante deroga alla disciplina limitativa della associazione in partecipazione. Ovvero, il limite massimo di tre associati introdotto dalla Riforma Fornero non si applica nell’ipotesi di imprese a scopo mutualistico, per gli associati individuati mediante elezione dall’organo assembleare, il cui contratto sia certificato, nonché in relazione al rapporto fra produttori e artisti, interpreti, esecutori, volto alla realizzazione di registrazioni sonore, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento.

La procedura di convalida delle risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro e delle dimissioni è ora estesa anche ad altre forme di impiego: in particolare, “in quanto compatibili”, alle lavoratrici ed ai lavoratori impegnati con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nonchè ai soggetti con contratti di associazione in partecipazione, qualora l’apporto consista anche in una prestazione, secondo le modalità già previste per i rapporti di lavoro subordinato.

Infine, viene introdotta una procedura finalizzata alla stabilizzazione dell’occupazione mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La procedura è subordinata alla stipula di contratti collettivi, nel periodo 1° giugno – 30 settembre 2013, tra aziende e associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Tali contratti devono prevedere l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche mediante apprendistato e ricorrendo ad eventuali benefici previsti dalla legislazione, entro tre mesi dalla loro stipulazione, di soggetti già parti, in veste di associati, di contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro. L’accesso alla procedura è consentito anche alle aziende che siano destinatarie di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali, non definitivi, concernenti la qualificazione di pregressi rapporti. A seguito della stipulazione dei contratti collettivi, è prevista la sottoscrizione da parte dei lavoratori interessati, con riferimento a tutto quanto riguardante i pregressi rapporti di associazione, di atti di conciliazione. L’efficacia di tali atti, pur immediata, è risolutivamente condizionata al versamento alla Gestione separata INPS, da parte del datore di lavoro, di una somma pari al 5% per cento della quota di contribuzione a carico degli associati per i periodi di vigenza dei contratti di associazione in partecipazione e comunque per un periodo non superiore a sei mesi. Il buon esito della procedura comporta l’estinzione degli illeciti previsti dalle disposizioni in materia di versamenti contributivi, assicurativi e fiscali, anche connessi ad attività ispettiva già compiuta alla data di entrata in vigore della Legge di conversione (23 agosto 2013).