Nuova contribuzione per il fondo FSBA



Firmato, tra Confartigianato Imprese CNA, Casartigiani, Claai e CGIL, CISL, UIL l’accordo per l’adeguamento delle quote di contribuzione annuale al Fonfo bilaterale artigiano.


Le Parti hanno stabilito che:


– le imprese artigiane non destinatarie di trattamenti di integrazione salariale di cui D.Lgs. 148/2015, che applicano il CCNL sottoscritti dalle parti in epigrafe, devono versare un contributo di 125,00 € annui per lavoratore. La quota prevista per l’EBNA e per il funzionamento del FSBA diventa di 2,00, diversamente il contributo per le finalità relative alle prestazioni e funzionamento EE.BB.RR assume il valore di 60,50 euro.


– per le sole imprese che non rientrano, invece, nel campo di applicazione di cui sono, le quote di contribuzione annuale della bilateralità artigiana sono così ridefinite:




















a) Rappresentanza Sindacale di bacino 12,50
b) Rappresentante Territoriale Sicurezza e Formazione Sicurezza 18,75
c) EBNA e funzionamento FSBA 2,00
d) Rappresentanza Imprese contrattazione collettiva 31,25
e) Prestazioni e funzionamento EE.BB.RR. (compresi gli Enti delle Province autonome di Trento e Bolzano) 27,25
f) FSBA 0,45% (dall’1/1/2016) + 0,15% della retribuzione imponibile previdenziale (dall’1/7/2016)


Le Parti hanno, altresì, convenuto che la quota di contribuzione in cifra fissa è dovuta per intero anche per i lavoratori con contratto part-time e con contratto di apprendistato. Inoltre, hanno stabilito che nel caso in cui si verificassero difficoltà per effettuare il versamento nella scadenza F24 del 16/2/2016, sarà possibile conguagliare alla scadenza successiva.

In scadenza le quote per l’iscrizione al F.I.L.COOP Sanitario per i dipendenti da aziende forestali



Anche per le Aziende Forestali, come comunicato da F.I.L.COOP Sanitario, il 31 gennaio è il termine ultimo previsto per il versamento delle quote per l’assistenza sanitaria integrativa a favore dei lavoratori del settore


Anche per i dipendenti delle Aziende Forestali, scade il 31 gennaio 2016 il termine per il versamento delle quote annuali per l’iscrizione al piano sanitario di F.I.L.COOP Sanitario.
Pertanto, come indicato nel CCNL di settore e come comunicato dal Fondo integrativo sanitario, proponiamo il seguente breve riepilogo:


Possono essere iscritti al F.I.L.COOP. Sanitario i dipendenti a tempo indeterminato e gli operai a tempo determinato con garanzia occupazionale di 151 giornate annue.
Se questi lavoratori verranno assunti o decidono di aderire durante l’anno, l’iscrizione decorrerà:


– dal primo giorno del mese successivo all’assunzione/adesione per i dipendenti a tempo indeterminato;
– dal 1 gennaio dell’anno solare in corso per gli operai a tempo determinato con garanzia occupazionale di 151 giornate annue.


Qualora i lavoratori non volessero aderire al Fondo integrativo l’azienda dovrà inviare, nei termini di 30 giorni dalla data di assunzione, copia della disdetta scritta su propria carta intestata e sottoscritta dal dipendente.
Il versamento/rinnovo al F.I.L.COOP. Sanitario dovrà essere effettuato unicamente tramite M.Av. bancario.
Le quote d’iscrizione sono annuali e sono rimaste invariate:



























Tipologia formula

Categorie assistite

Importo iscritto

Importo azienda

Importo totale

Formula A Operai ed impiegati a tempo indeterminato € 26,00 € 26,00 € 52,00
Formula A + C Operai ed impiegati a tempo indeterminato € 150,00 € 26,00 € 176,00
Formula OTD Operai a tempo determinato con garanzia occupazionale di 151 giornate annue € 18,00 € 18,00 € 36,00
Formula OTD + C Operai a tempo determinato con garanzia occupazionale di 151 giornate annue € 142,00 € 18,00 € 160,00


 


L’importo a carico del lavoratore sarà trattenuto in busta paga in rate mensili sotto la voce “F.I.L.COOP. Sanitario”.

Firmato l’accordo interconfederale sulla violenza nei luoghi di lavoro

Firmato, il 26/1/2016, tra Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, l’accordo che recepisce l’Accordo Quadro in materia di molestie e violenza nei luoghi di lavoro raggiunto il 26/4/2007 dalle rispettive rappresentanze a livello europeo.

In coerenza con i principi enunciati nell’Accordo Quadro, l’intesa riafferma che le molestie o la violenza nei luoghi di lavoro sono inaccettabili e vanno denunciate, sottolineando che le imprese e i lavoratori hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali.


Confindustria e Cgil, Cisl e Uil s’impegnano a dare un’ampia diffusione all’accordo, a promuovere l’individuazione sul territorio delle procedure di gestione più adeguate, e all’adozione di un’apposita dichiarazione allegata all’accordo da esporre all’interno delle unità produttive.
La finalità dell’accordo è quella di aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici e dei loro rappresentanti sulle molestie e sulla violenza nei luoghi di lavoro, fornendo ad ogni livello, un quadro di azione concrete per individuare, prevenire e gestire i problemi derivanti da molestie e violenza nei luoghi di lavoro.
Le imprese sono chiamate ad adottare una dichiarazione che sottolinei che le molestie e la violenza non verranno tollerate e le procedure da seguire qualora si verifichino detti casi tramite l’adozione di misure adeguate nei confronti di colui o coloro che le hanno poste in essere. Ciò può includere un’azione disciplinare che può comprendere il licenziamento. Inoltre, Le vittime riceveranno sostegno e, se necessario, verranno assistite nel processo di reinserimento.
Al fine di gestire le suddette situazioni, le parti concordano che le rispettive associazioni datoriali e organizzazioni sindacali sul territorio, entro tre mesi, si incontrino per individuare le strutture più adeguate al fine di assicurare una assistenza, sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista legale, a coloro che siano stati vittime di molestie o violenza nei luoghi di lavoro.
Inoltre, alla luce di quanto previsto dall’Accordo, l’accordo contiene anche un modello di dichiarazione riferito alla non tollerabilità di certi comportamenti (molestie e/o violenza), che potrà essere direttamente adottato in azienda.
Resta salva, in ogni caso, la facoltà per ogni singola impresa di adottare autonome procedure e dichiarazioni interne, nel rispetto dei contenuti dell’Accordo.


I contratti di collaborazione per gli intermediari assicurativi, chiarimenti


Non si trasformano in rapporti di lavoro subordinato le collaborazione dei produttori e degli intermediari assicurativi, qualora tali rapporti siano svolti nel rispetto delle disposizioni speciali e delle clausole previste dalla contrattazione collettiva di settore.


Come noto, dal 1° gennaio 2016, la disciplina del rapporto di lavoro subordinato si applica nell’ipotesi di rapporti di collaborazione che si concretino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali e continuative, le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.
L’intermediario assicurativo presenta o propone prodotti assicurativi e riassicurativi ovvero presta assistenza e consulenza finalizzate a tale attività e, se previsto dall’incarico intermediativo, conclude contratti o collabora alla gestione o all’esecuzione, in caso di sinistri, dei contratti stipulati. Si tratta, dunque, di un’attività prevalentemente di natura commerciale, non soggetta ad una specifica disciplina che prevede, peraltro, la non applicazione del regime previdenziale della Gestione separata.
Peraltro, i “produttori diretti” esercitano l’intermediazione assicurativa per conto e sotto la piena responsabilità di un’impresa di assicurazione ed “operano senza obblighi di orario o di risultato esclusivamente per l’impresa medesima”.
In conclusione, le attività suddette, se svolte con modalità conformi alla norma, non presentano i profili di etero-organizzazione richiesti ai fini dell’applicazione della disciplina del rapporto di lavoro subordinato.
Tuttavia, è necessario che, i rapporti di collaborazione dei produttori ed intermediari assicurativi siano svolti nel rispetto delle disposizioni speciali (Codice delle assicurazioni private) nonché delle clausole previste dalla contrattazione collettiva di settore.

Rilancio dei mestieri tradizionali tra le nuove generazioni


Partita la prima fase del progetto “Botteghe di Mestiere e dell’Innovazione” finalizzata all’attivazione di circa un centinaio di Botteghe che ospiteranno 934 tirocini della durata di sei mesi su tutto il territorio nazionale.

Le imprese interessate hanno tempo fino all’8 marzo 2016 per proporre progetti di Bottega attraverso i quali trasmettere ai giovani competenze specialistiche, stimolando il ricambio generazionale, la nascita di nuova imprenditoria e i processi di innovazione e di internazionalizzazione delle imprese. I sudetti progetti possono essere presentati da raggruppamenti formati da un soggetto promotore e da una o più aziende che ospiteranno i tirocinanti.
Per i soggetti promotori è previsto un contributo di massimo 500 euro lordi per ciascun tirocinio di 6 mesi per il tutoraggio organizzativo individuale, mentre per le aziende ospitanti un contributo massimo di 250 euro lordi mensili per il tutoraggio di ciascun tirocinante.
Facendo spazio anche all’innovazione, potranno partecipare anche le imprese dell’artigianato digitale che impiegano tecnologie avanzate per la fabbricazione di nuovi prodotti o per lo sviluppo di processi produttivi non convenzionali.
Una volta costituite le Botteghe e conclusasi questa prima fase, si apriranno le candidature per giovani disoccupati e inoccupati under 35 aventi. I tirocinanti riceveranno:
– 500 euro lordi al mese per i tirocini effettuati nella regione di residenza;
– 500 euro lordi al mese + indennità di mobilità per i tirocini effettuati in mobilità geografica nazionale;
– per i mesi di tirocinio in mobilità geografica transnazionale, indennità di mobilità parametrata sulla base delle tabelle inviate dal Ministero del Lavoro alle Regioni.


E’ prevista l’attivazione di Botteghe non soltanto in una logica di settore (aziende che operano allo stesso stadio di un ciclo produttivo), ma anche di filiera (aziende integrate in senso verticale ai fini della realizzazione di un prodotto o di un servizio).